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Scariche elettriche sul cancro alla bocca e alla cute L’elettrochemioterapia, testata sugli animali, è ora utilizzata sull’uomo con buoni risultati L’Izs Sicilia è stato il primo a provare questa tecnica sui cani e i gatti

pubblicato 04 apr 2016, 03:21 da Direzione Generale
Una nuova arma nella lotta dei tumori alla bocca e alla cute. Arriva dal laboratorio di Oncologia veterinaria dell’Istituto Zooprifilattico Sperimentale della Sicilia e consiste nell’uso dell’elettrochemioterapia (Ect) per la cura del cancro alla cute e alle mucose. Lo Zooprofilattico è stato il primo ente in Sicilia ad aver acquistato dal Nord Italia uno strumento, l’elettroporatore, e ad avere utilizzato l’elettrochemioterapia sugli animali, facendo da apripista nella sperimentazione di questo trattamento sui tumori dei cani e dei gatti. Una tecnica che sta avendo le prime ricadute anche in Sicilia sul campo della medicina umana: proprio qualche giorno fa, l’ospedale Sant’Antonio Abate di Trapani l’ha utilizzata su due tipi di sarcoma, ottenendo buoni risultati. L’elettrochemioterapia - una delle tante eccellenze dello Zooprofilattico, illustrate durante il convegno “Oltre la sicurezza alimentare: ricerca e innovazione all'Izs” - è un trattamento, che si basa sull’uso di un elettrodo ad aghi o a lamelle, che il medico veterinario applica alla neoplasia. Dura pochissimi secondi (100 microsecondi) e consiste nell’emissione, attraverso l’elettroporatore, di scariche elettriche nella membrana tumorale. Gli impulsi elettrici formano sulla cellula una serie di “pori”, rendendola permeabile alla penetrazione dei chemioterapici (Bleiomicina e Cisplatino), che di solito hanno una scarsa capacità di penetrazione e di cui occorrono dosaggi elevati. Grazie alle scariche elettriche, il potere del farmaco di distruggere le cellule tumorali aumenta di 8.000 volte per la Bleiomicina e di 80 volte per il Cisplatino. Inoltre, l’elettrochemioterapia, rispetto ai trattamenti oncologici tradizionali (chirurgia, radio e chemioterapia) non presenta effetti collaterali, in quanto riduce di molto la quantità di farmaco necessario e i tempi di degenza. “Abbiamo iniziato il tral clinico su alcuni casi di tumori del cane, con risultati molto incoraggianti – spiegano Guido Loria, direttore dell’area Diagnostica specialistica e Roberto Puleio, responsabile del laboratorio di Oncologia veterinaria -. In uno dei casi più recenti, una neoplasia gengivale maligna, che affrontata chirurgicamente avrebbe determinato una profonda deformazione del profilo facciale, si è ridotta del 60 per cento soltanto alla prima applicazione. Questa tecnica riesce a far regredire il tumore, se non addirittura a distruggerlo completamente. Molte volte abbiamo ricevuto i complimenti dei proprietari dei cani ammalati, perché l’elettrochemioterapia permette spesso di migliorarne la qualità degli ultimi mesi di vita”. Secondo il commissario straordinario dell’Istituto Zooprofilattico, Salvatore Seminara, “questa è una delle tante ricerche dello Zooprofilattico che dimostrano come si debba parlare ormai di una sola medicina e di una sola prevenzione (Global health), alla quale tutti noi, ognuno per il suo ruolo istituzionale, deve partecipare sia nei compiti quotidiani, sia ancora di più nelle attività di ricerca”.
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Direzione Generale,
05 apr 2016, 01:06
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