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All’Istituto Zooprofilattico siciliano nasce la “Biobanca veterinaria del Mediterraneo” Unica nel Meridione, è un ricco archivio di ceppi virali animali e campioni di tessuto L’ente dell’Isola entra nella rete dei 5 Izs riconosciuti a livello mondiale

pubblicato 16 feb 2016, 01:59 da Direzione Generale   [ aggiornato in data 15 mar 2016, 03:51 ]
izsic_foto1Palermo – Vuoi capire i segreti dell’influenza aviaria o approfondire la conoscenza della salmonellosi? Studiare i segreti delle più importanti malattie trasmesse dalle zecche o cosa può succedere dentro il corpo umano quando si contrae l’Anisakis, dopo aver mangiato pesce crudo o mal conservato? All’Istituto Zooprofilattico sperimentale è nata la prima Biobanca del Mediterraneo, un enorme serbatoio di campioni di tessuto, ceppi di virus, sieri e reperti anatomici patologici, utilissimo per la ricerca biomedica. Nei laboratori dell’Istituto, in quasi 80 anni di attività, è stato collezionato un ricchissimo archivio di materiale biologico, adeguatamente stoccato per garantirne la conservazione nel tempo.  “Nel corso degli anni le biobanche sono diventate un'importante risorsa per la ricerca biomedica, in quanto la disponibilità di campioni ha consentito lo sviluppo di studi scientifici in importanti campi della medicina, come la genomica”, spiega Annalisa Guercio, direttore dell’area Diagnostica Virologica - All’interno del nostro ente sono già presenti dei Centri di Risorse Biologiche (CRB), ovvero laboratori in grado di fornire, mantenere e conservare  prezioso materiale, ma ora abbiano creato un’unità centralizzata per lo stoccaggio sicuro dei materiali biologici”. A spiegare la storia della Biobanca del Mediterraneo sono il commissario straordinario, Salvatore Seminara e il direttore sanitario Santo Caracappa: “Il progetto rappresenta uno degli obiettivi prioritari dell’ente. Il primo atto deliberativo per l’istituzione della Biobanca risale al 2008. Ma, adesso, il progetto è entrato pienamente nel vivo, grazie al trasferimento, che stiamo effettuando proprio in questi giorni, dei laboratori in un’apposita area, nella piena convinzione che essa sia un volano per l’attività di ricerca dell’ente e la base per lo sviluppo di una piattaforma e di un network scientifico nazionale ed internazionale”.
Ma non è tutto. Perché l’Istituto zooprofilattico della Sicilia è l’unico Istituto del Meridione a far parte della prima Biobanca veterinaria a livello internazionale riconosciuta dall’Organizzazione mondiale della Sanità animale (Oie). Network, questo, formato da 5 Istituti Zooprofilattici della Lombardia e dell'Emilia-Romagna (IZSLER), delle Venezie (IZSVe), del Piemonte, della Liguria e della Valle D'Aosta (IZSTO), dell'Abruzzo e del Molise (IZSAM) e della Sicilia, appunto. Attraverso il software del network (http://biowarehouse.net), i ricercatori, gli ospedali, le Asp e tutti i centri di referenza nazionale e internazionale possono richiedere con un solo “clic” i campioni conservati per lo studio delle principali malattie degli animali e di quelle che possono essere trasmesse all’uomo. Un esempio sono le più importanti malattie trasmesse dalle zecche come la Rickettsiosi o l’Anaplasmosi.  O ancora l’Anisakis, che si può contrarre dopo aver mangiato pesce crudo o mal conservato.  
Insomma, la biobanca del Mediterraneo è un utile strumento, se si considera che secondo l'Organizzazione mondiale della Sanità negli ultimi dieci anni circa il 75% delle nuove malattie dell'uomo è stata causata da patogeni presenti negli animali o nei loro prodotti e che la globalizzazione ha favorito la propagazione dei patogeni. Da qui nasce l'importanza di studiare e approfondire il ruolo del serbatoio animale nel mantenere e diffondere i patogeni responsabili delle malattie umane.

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Direzione Generale,
15 mar 2016, 03:51
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