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31 | 07 | 2010
Area gestione delle risorse economiche PDF Stampa E-mail
L’Istituto realizza le sue attività istituzionali mediante il ricorso alle fonti di finanziamento previste dalla legislazione vigente in materia, tra cui la più importante è il Decreto Legislativo 30 giugno 1993 n. 270.
 
Oltre al finanziamento disponibile grazie ai trasferimenti dal Fondo Sanitario Nazionale, le risorse finanziarie necessarie per le attività di ricerca corrente e finalizzata relativa a problematiche d’igiene e di sanità pubblica veterinaria sono recuperate con i fondi a carico del Ministero della Salute, sono previsti, altresì, finanziamenti statali e regionali per lo svolgimento di compiti aggiuntivi.
 
Ulteriori sovvenzioni sono costituite dai contributi che enti pubblici e privati, associazioni ed organizzazioni volontariamente destinano all’Istituto Zooprofilattico per il miglioramento e la difesa del patrimonio zootecnico, nonché per il controllo delle produzioni sia zootecniche che alimentari, dai ricavi delle attività di produzione di sieri e vaccini e dalla prestazione di consulenze.
 
Il ricorso, secondo la Legge della Regione Siciliana n. 26 del 18 dicembre 2002, alla contabilità economico-patrimoniale ed alla contabilità analitica per centri di costo, ha permesso di migliorare l’apprezzamento delle variabili economiche e finanziarie delle varie attività gestionali dell’Ente, consentendo di indirizzare le risorse verso quelle attività maggiormente proficue sia dal punto di vista di utilità pubblica e sociale (che rappresenta, tra l’altro, il fine ultimo perseguito dall’Istituto) sia dal punto di vista economico - reddituale, nella costante ottica di razionalizzazione dei costi.
 
In merito al finanziamento pubblico è da segnalare che, nell’ultimo quinquennio, i fondi ministeriali sono passati dai 6.014 € del 1997 agli 11.267 € del 2002, tali somme sono state impiegate per lo sviluppo e l’ampliamento delle attività svolte nei confronti dell’utenza pubblica e privata, nonché per il potenziamento del personale.
L’autofinanziamento derivante dalle attività di produzione, che rappresenta circa il 10% dei ricavi totali, è attribuibile alla produzione ed alla vendita di sieri e vaccini, nonché agli introiti percepiti per la realizzazione di programmi legati a particolari piani d’intervento per la sanità pubblica veterinaria quali i piani di eradicazione della brucellosi e della leucosi enzootica bovina.
 
Altre fonti finanziarie sono assicurate dall’effettuazione di analisi batteriologiche, chimiche e tossicologiche, parassitologiche ed istologiche, del latte, sierologiche, virologiche e di consulenze, tutte attività le cui remunerazioni sono stabilite nel vigente tariffario. Non vi sono entrate connesse all’utilizzo economico del patrimonio proprio, essendo indisponibile, mentre gli avanzi di amministrazione sono integralmente reinvestiti in immobilizzazioni tecnico-scientifico-sanitarie, al fine di adeguare le strutture per la ricerca scientifica.
 
Sotto il profilo dei costi, particolare importanza riveste la voce relativa alle “Spese del personale”. Tale costo, che rappresenta circa il 50% di quelli totali, caratteristica tipica di un’azienda di servizi, in soli tre anni si è triplicato, passando dai 3.124 € del 1999 ai 9.021 del 2002 per l’esigenza connessa all’adeguamento della pianta organica alle necessità operative.

La voce relativa all’acquisto di beni e servizi è di entità minore, attestandosi mediamente intorno al 30% dei costi totali, che sono costantemente monitorati per perseguire una continua ricerca della loro ottimizzazione.